Chiediamo le dimissioni del Consiglio Direttivo dell’ANVUR. Diamo vita noi alla “vera”
Primavera dell’Università
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La Petizione

La Petizione sarà inviata a:
  1. Consiglio Direttivo dell’ANVUR,
    Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca
    Via Ippolito Nievo, 35 – 00153 Roma
  2. p.c. Presidente del Consiglio dei Ministri
    Ill.mo Dott. Matteo Renzi
    Piazza Colonna, 370 – 00187 Roma
  3. p.c. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,
    Chiar.ma Prof. Stefania Giannini
    Via Michele Carcani, 61 – 00153 Roma
  4. p.c. Conferenza dei Rettori delle Universita italiane (CRUI),
    Chiar.mo Prof. Gaetano Manfredi
    Piazza Rondanini, 48 – 00186 Roma

Diamo vita noi alla “vera” Primavera dell’Università:
iniziamo chiedendo le dimissioni del Consiglio Direttivo dell’ANVUR

Diamo vita noi alla “vera” Primavera dell’Università iniziando con il chiedere le dimissioni di chi, in pochi anni, è riuscito già a fare tanti danni all’Università ed alla nostra Dignità di Docenti: il Consiglio Direttivo dell’ANVUR. Tra i tanti atti, ad esempio, ne ricordiamo uno tra tutti, l’uso della “mediana”, che presuppone che nel corpo Docente ci sia, indipendentemente da qualsiasi altra valutazione, un 50% di “fannulloni” a cui non va riconosciuto il diritto neanche di potersi confrontare in un pubblico Concorso per l’accesso a ruoli superiori.

Nei mesi scorsi il Consiglio Direttivo dell’ANVUR si è distinto per l’aver cercato in tutti i modi di oscurare la nostra azione sulla VQR, intrapresa per difendere la nostra Dignità di Docenti, rivendicando lo “sblocco” degli scatti dal 1/1/2015, come per gli altri dipendenti pubblici non contrattualizzati, ed il riconoscimento giuridico degli anni 2011-2014, ed ora l’ANVUR si ostina a voler presentare il rapporto sulla VQR 2011-2014.

Ci chiediamo come sia possibile portare avanti una valutazione fortemente condizionata da un elevato numero di caricamenti forzosi e prodotti non caricati, in una situazione, tra l’altro, dove questi valori  risultano disomogenei sia tra sedi, sia all’interno delle stesse sedi. Come può, chi ha realmente a cuore Valutazione ed Università Pubblica, ammettere che questa valutazione venga portata avanti su queste basi? Chi ha impedito al Consiglio Direttivo dell’ANVUR –composto da docenti- di unire la sua alla nostra voce chiedendo al Ministero di affrontare il nodo del riconoscimento giuridico del periodo di blocco stipendiale come condizione preliminare alla valutazione?

Il 1 maggio, più di 300 Docenti dell’Università di Parma, hanno sottoscritto una lettera per chiedere appunto le dimissioni del Consiglio Direttivo dell’ANVUR elencando tutte le manchevolezze di quest’agenzia e delle sue azioni, a cominciare dalla sua creatura più sbilenca e minacciosa per il futuro della ricerca e dell’Università Pubblica: la attuale VQR.

L’11 maggio, quegli stessi colleghi hanno pubblicato su Roars un appello (stopVQR-scateniamo-2-10-70-inferni) nel quale chiedono di unire alla loro voce quella di tutte le sedi d’Italia.

ADERIAMO A QUESTO APPELLO !

Uniamoci per difendere ancora una volta la nostra Dignità, e con essa quella dell’Università Pubblica, sottoscrivendo la loro lettera:

FIRMA LA PETIZIONE !

Diamo inizio tutti insieme ad un processo, costruttivo e non distruttivo, che possa dare vita realmente ad una Primavera dell’Università.

Cordialmente,
Coordinamento Movimento Dignità Docenza Universitaria Federico II
Università di Napoli Federico II

La Lettera

Ai Membri del Consiglio Direttivo
Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR)
Via Ippolito Nievo, 35 – 00153 Roma

e p.c. Presidente del Consiglio dei Ministri
Ill.mo Dott. Matteo Renzi
Piazza Colonna, 370 – 00187 Roma

e p.c. Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Chiar.ma Prof. Stefania Giannini
Via Michele Carcani, 61 – 00153 Roma

e p.c. Conferenza dei Rettori delle Universita italiane (CRUI)
Chiar.mo Prof. Gaetano Manfredi
Piazza Rondanini, 48 – 00186 Roma

Gentili Signori,

con la presente, i sottoscritti Docenti Universitari sono a chiedere le Vostre dimissioni dalla carica di Membri del Consiglio Direttivo dell’Agenzia in indirizzo.
Siamo convinti che la storia recente del mondo accademico italiano, di cui facciamo parte, sia stata da più parti viziata da un esercizio quanto meno improvvido del mandato che Vi è stato conferito, culminato nella gestione dell’ultimo procedimento VQR, ancora in corso. Non ci addentriamo in un’analisi dei provvedimenti da Voi varati, spesso discutibili, e dei metodi a ciò impiegati, spesso inadeguati.
Vostri membri hanno dichiarato che “qualche sede (universitaria) dovrà essere chiusa” [S.Benedetto, 2012], quando l’Italia ha meno sedi di Francia, Germania, Regno Unito, Spagna. Avete ripetutamente confuso il rating, la serena valutazione obiettiva di qualità, con il ranking, la puerile classifica dei buoni e dei cattivi. Avete spaccato il corpo Docente in “bibliometrici” e “non bibliometrici”, come se la qualità del lavoro scientifico fosse misurabile, anche solo per qualcuno, con un algoritmo. Avete concepito e promosso il “TEst sulle COmpetenze generaliste (TECO)” [v. le dichiarazioni di F. Kostoris, già membro di codesto Consiglio Direttivo], dirottando l’Università dalla sua missione a quella di un super-liceo. Avete promosso la logica delle ‘mediane’, dove metà di noi sono per definizione ‘non abili’, anche se eccellenti. Avete incluso tra le ‘riviste scientifiche’ della precedente VQR, “Suinicoltura”, “Stalle da latte”, “Etruria Oggi” e “Yacht Capital”. Avete violato il ‘Principio di non cancellazione’ [G. De Nicolao], per cui, nei criteri di Abilitazione Scientifica Nazionale, è possibile migliorare la propria valutazione cancellando dei titoli dal proprio curriculum.
Questa è solo la punta dell’iceberg; la lista sarebbe lunga. Ciò che poi colma la misura è l’arbitraria riapertura, fuori dalle regole e fuori tempo massimo, della ‘finestra di conferimento dei prodotti’ (per inciso: si chiamano ‘lavori scientifici’), subito oggetto di discussioni e prese di distanza, anche da parte di diversi Rettori. Si è trattato di un’operazione oscura, condizionata da interessi mirati, tra l’altro, a vanificare le giuste proteste che una parte notevole dei docenti italiani aveva attuato, astenendosi dalla compilazione della VQR, per ottenere il riconoscimento di diritti sacrosanti già concessi a tutte le altre categorie del pubblico impiego. I toni trionfalistici da Voi imprudentemente usati, alla chiusura del procedimento, non solo sono risultati offensivi per la dignità di chi aveva consapevolmente operato tale scelta, ma sono ben presto risultati privi di fondamento reale, tanto da indurvi a un’incauta riapertura dei termini di scadenza.
L’Università italiana ha bisogno di un sistema di valutazione serio e attendibile, che la Vostra gestione ha dimostrato – a nostro avviso – di non poter garantire. Vi invitiamo pertanto a voler recedere dal Vostro mandato e a presentare le Vostre dimissioni dalla carica che attualmente ricoprite.
I sottoscritti Docenti Universitari, proff.

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Elenco Firmatari

- Andrea F. Abate ( Università di Salerno )

- Emanuela Abbatecola ( Università di Genova )

- Vito Michele Abrusci ( Università Roma Tre )

- Antonio Acampora ( Università degli Studi di Napoli Federico II )

- Gianluca Acciari ( Univ. di Palermo )

- Emilio Daniele Acerbi ( Università di Parma )

- Maurizio Aceto ( Piemonte Orientale )

- Silvia Acocella ( Federico II di Napoli )

- giuseppe acocella ( Università "Federico II" Napoli )

- Paolo Acquistapace ( Università di Pisa )

- Maristella Adami ( Università degli Studi di Parma )

- Nicola Adami ( Università degli Studi di Brescia )

- Paola Adamo ( Universitá di Napoli Federico II )

- Bruno Adorni ( Parma )

- francesco paolo adorno ( università di salerno )

- Elisabetta Affabris ( Roma Tre )

- Ulrico Agnati ( Parma )

- Alessandra Agostini ( Università degli Studi di MIlano-Bicocca )

- Gennaro Agrimi ( Università di Bari )

- Alfonso Agrò ( Università di Palermo )

- alfredo agustoni ( milano )

- Iolinda Aiello ( della Calabria )

- mario alai ( Università di Urbino )

- domenico albanese ( Università degli Studi di Milano )

- Donatella Albanese ( Università degli Studi di Salerno )

- marina albanese ( Federico II Napoli )

- Francesco Albano ( Università "Aldo Moro" di Bari )

- Maria Pia Alberzoni ( Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano )

- Giovanni Sebastiano Alemà ( Sapienza Università di Roma )

- Lucia Alessandrini ( Parma )

- Roberta Alfieri ( Parma )

- Eleonora Alfinito ( Unisalento )

- Francesco Aliberti ( Federico II, Napoli )

- Luciano Mario Allegra ( Università di Torino )

- Pietro Allevi ( Italy )

- Gianluca Aloi ( Università della Calabria )

- Giuseppe Alonzo ( Università di Palermo )

- Ezio Alpi ( Univ. di Pavia )

- Gualtiero Alvisi ( Padova )

- Mario Amati ( Università degli Studi della Basilicata )

- Salvatore Amato ( Università di Catania )

- Davide Amato ( Seconda università degli studi di Napoli )

- Vittorio Amato ( Napoli Federico II )

- Carlo Amatucci ( Università di Napoli Federico II )

- Ettore Ambrosini ( Università di Padova )

- MARIO AMELIO ( Università della Calabria )

- carla maria amici ( università del salento )

- Augusto Amici ( Università di Camerino )

- Rosario Ammendola ( Università di Napoli Federico II )

- Sabrina Amodio ( Università Parthenope Napoli )